Dall’unico sangue alla molteplicità delle nostre ferite biologiche
La medicina moderna considera i gruppi sanguigni come una mappa di adattamento evolutivo biologico, una serie di barriere immunitarie nate per difendere l’Homo sapiens dai patogeni e dai cataclismi biologici.
Ma se questa frammentazione del sangue non fosse un’evoluzione lineare, bensì la conseguenza di un crollo genetico?
Guardando la storia umana attraverso la lente della protologia e dei testi genesiaci, la diversificazione del sangue umano rivela una verità molto più profonda: la transizione da un’unica matrice biologica perfetta — quella dei Figli di Dio — a un’umanità frammentata e ibridata. L‘origini tra gruppi sanguigni si perderebbe in un percorso d‘ibridazione e seleziona naturale durato milioni di anni.