Note dell’autore
La mia intenzione è quella di creare un fantasy post-apocalittico ambientato in un futuro non troppo lontano, con elementi che, sebbene “fantastici”, siano del tutto plausibili, seguendo una logica precisa che mantiene coerente l’intera storia: una verità nascosta che verrà rivelata solo alla fine dell’opera. Ci saranno momenti di mistero e terrore, ma anche incontri romantici, battaglie epiche e uno sviluppo lento e attento dei personaggi, in modo che il conflitto vissuto da ciascuno sia comprensibile. Il prologo ha solo lo scopo di darvi un piccolo assaggio di ciò che terrà insieme l’intera storia. I capitolo dell’opera saranno pubblicati in lingua italiana qui su KeyNerd a distanza di un giorno dalla pubblicazione su Royl Road: una celebre piattaforma di self-publishing online dedicata principalmente a romanzi web serializzati di genere fantasy e fantascienza.
Prologo

Tre secoli or sono che il mondo fu travolto dal fuoco: da sotto la superficie terrestre divamparono fiamme per quasi tre giorni, portando morte e distruzione ovunque. I mari ribollirono e le onde si innalzarono come montagne, così grandi da inghiottire intere regioni della Terra, che furono cancellate in un’istante. Tale cataclisma fu ricordato come “Valanga di fuoco”: una punizione divina per l’uomo che inquinò la Terra e che tradì ogni giusta causa, per altri solo la più grande sfortuna dell’umanità. In ogni caso, gli uomini sopravvissuti in questo modo ricordano la “colpa”: «Venne un giorno in cui il coraggio degli uomini cessò, l’amicizia divenne una parola priva di significato e i legami di fratellanza furono traditi. Gli uomini divennero voraci come lupi e ogni tentativo di difendere ciò che restò di buono crollò. L’uomo smise di combattere per il Bene, ma solo per sé stesso!», riportano le cronache scritte dai primi sopravvissuti alla Valanga di fuoco.
Altri ancora diedero la colpa ai due “oscuri testimoni”: uomini apparentemente comuni, ma che per motivi ignoti rivelarono il grande male che affligge l’uomo: una verità proibita che non andava svelata, per altri un’eresia capace di ingannare anche i più sapienti. I due testimoni furono uccisi, ma questo non migliorò le cose. L’umanità fu scossa a tal punto da questa “oscura menzogna”, tanto da cadere in una guerra civile globale senza precedenti: ogni uomo, per motivi che tuttora si cerca di dimenticare, divenne nemico di ogni istituzione fondata dall’umanità. E il mondo fu lavato nel sangue. Le armi proibite che l’uomo aveva costruito furono, alla fine, usate senza remore e il mondo cadde in un decennio di freddo e morte, dove tutto fu avvelenato. Gli uomini imprecarono, non chiesero perdono per aver compromesso ogni forma di vita. Così, quando il mondo sembrò essere uscito dalla sua fase più buia fu punito con la Valanga di fuoco. Punito, si ritiene, per aver dato retta a una “falsa verità”.
«Oggi sono passati esattamente tre secoli da quel tragico evento, ma l’umanità non si è arresa, vuole tornare a riprendersi il mondo», scrive in un diario logoro un uomo oltre la mezza età. Si chiama Silas Durand. Ma tutti lo chiamo Maestro Silas. È uno dei pochi uomini della colonia di Castello dell’Alto Re capace di leggere libri e tomi molto antichi. Ha una barba corta mal rasata, la testa calva e indossa occhiali con una montatura stretta. È alto 1,75, cosa assai rara per gli uomini dei suoi tempi. «Sì, perché il mondo non più ci appartiene. Un nuovo ecosistema si estende oltre le paludi maledette e le lande silenziose: una foresta luminosa, abitata da creature che non dovrebbero esistere e che proteggono, come custodi preminenti, gli déi che sono tornati ad abitare la Terra». Silas si ferma un attimo, si guarda intorno: osserva la Biblioteca di cui lui è il custode. Non c’è nessuno, è completamente solo. Così torna ancora un momento a scrivere nel suo diario: «Ma parlare di Esseri Divini e animali che non dovrebbero esistere è pericoloso. I sopravvissuti sono caduti negli stessi errori che hanno portato il mondo alla sua rovina. Il mondo ora è rinato, le zone corrotte e i resti del vecchio mondo vanno man mano scomparendo con l’avanzare di questa immensa foresta, che come una muraglia si erge intorno al neonato regno dei nuovi abitanti della Terra. Ormai sono rimasto solo, tutti nella colonia hanno deciso che la foresta va conquistata, i suoi animali sconfitti e degli Esseri Divini non è lecito nemmeno parlarne. Sono considerate fantasie o deliri di esploratori impazziti, caduti sotto l’inganno di forze oscure… o chissà cos’altro»!
Poi Silas ha un sussulto, perché qualcuno bussa con forza al portone della biblioteca. Si alza dalla sua scrivania, tenta di far cadere la polvere che è posata sulle spalle del suo maglione e si avvia per aprire il portone con un volto che non nasconde affatto il suo stupore. Pensa tra sé: «Chi sarà mai venuto a cercarmi? Non succede quasi mai che qualcuno entri in biblioteca per consultarmi o chiedermi un libro». Silas si avvia verso la sala centrale della Biblioteca e lo stupore, man mano che avanza, si trasforma in curiosità.
La versione originale dell’opera in inglese è su Royal Road:The Last Son of Men – The Forbidden Truth.