Oltre il Cliché: Perché Atomfall è la vera evoluzione del GDR Post-Apocalittico
Il genere survival non è più una nicchia per pochi appassionati di radiazioni e fame virtuale. È diventato il campo di battaglia dove le grandi software house testano la tenuta della nostra moralità e del nostro spirito di adattamento. Da un lato abbiamo Bethesda, che con la saga di Fallout ha trasformato l’apocalisse in un’icona pop. Cioè, un parco giochi atomico dove l’esplorazione premia sempre il giocatore con una sovrabbondanza di mezzi. Dall’altro, GSC Game World con Stalker 2: Heart of Chornobyl cerca il realismo estremo e il fascino decadente della “Zona”, puntando su un’atmosfera che deve schiacciare l’individuo sotto il peso di una lore spietata e un sistema di sopravvivenza estremamente punitivo. In questo scenario si inserisce Rebellion (gli autori di Sniper Elite) con Atomfall. Invece di competere sulla vastità del mondo, Rebellion ha scelto la via del rigore britannico: un open world diviso in aree, dove la sopravvivenza non è un’estetica, ma un calcolo accurato in un mondo dove ogni nostra decisione ha un peso enorme.